L'Antiquarium

L’antiquarium di Castelseprio ha l’obiettivo di raccontare le lunghe vicende di questo luogo ricco di storia, affrontando tutte le epoche dai primordi all’abbandono attraverso le testimonianze della cultura materiale.
Un processo di sviluppo che si estende dalla pre-protostoria (X-IX/VIII secolo a.C.), con i primi insediamenti, alla fine del XVI secolo quando le funzioni pievane del complesso della basilica di S. Giovanni e del suo battistero si estinguono per il generale abbandono del luogo, passando alla vicina chiesa di Carnago.
Un’epopea lunga e gloriosa, che ha i suoi epicentri nell’età gota (V/VI secolo), quando Castelseprio diviene un importante castrum del sistema fortificato subalpino, con collegamenti di ampio raggio; in epoca longobarda (fine VI-774) e, in seguito, carolingia, quando diviene il centro giuridico-amministrativo di un ampio territorio (giudicaria prima, comitato poi).
Nel VII secolo il castrum è anche una città, con assetto di tipo urbano. Le mura sono provviste di camminamenti e torri di guardia, strade interne collegano le abitazioni, concentrate soprattutto presso le mura sudoccidentali, al centro religioso, costituito dalla basilica di S.Giovanni Evangelista, al vicino battistero di S. Giovanni Battista, al cimitero annesso, alla casaforte probabile sede dell’autorità del luogo (dux ?, comes ?). Con il re longobardo Desiderio è città Flavia, regia soggetta direttamente al potere centrale e ai suoi funzionari, con i Carolingi il conte Leo, che opera come notaio a Milano e a Farfa (Lazio), e la sua stirpe governano Castelseprio.
Non casualmente nel XIII secolo diviene luogo di scontro tra Della Torre e Visconti, nobili famiglie in lotta per il dominio di Milano e del suo contado. La vittoria dei Visconti sugli avversari è fatale per Castelseprio: i vincitori decretano la distruzione del castello, ma non estinguono le funzioni cultuali e religiose, attestate sia dalla costruzione della casa dei canonici e di un edificio di servizio (XIV secolo) alla basilica di S.Giovanni, sia la edificazione del conventino francescano (sede dell’antiquarium) al margine orientale del pianoro.
Come in molte altre realtà altomedievali un vasto borgo si sviluppò all’esterno delle mura, dove sorse la chiesa di S.Maria foris portas, celebre per il ciclo di affreschi che narrano l’infanzia e la vita di Cristo secondo la tradizione del Vangeli apocrifi, dipinti da un artista dotato di straordinaria sapienza e freschezza interpretativa.
Anche la propaggine fortificata di Torba vive le sue trasformazioni poichè viene inglobata nel monastero femminile benedettino anch’esso altomedievale. La torre delle mura si trasforma in mauseoleo e oratorio monasteriale, impreziosità di affreschi notevoli per ricchezza iconografica, di fronte viene costruita la nuova chiesa di S. Maria.
La fortuna di Castelseprio è in gran parte determinata dalla posizione geografica d’altura che permette un ampio controllo del territorio circostante, soprattutto della maglia viaria (di terra e d’acqua) che connette i principali abitati di una regione che si protende versi i laghi Maggiore, Lugano e Como, le aree dell’odierno Canton Ticino, del Comasco, di Milano e Pavia. A questo carattere intrinseco si deve aggiungere la ricchezza di risorse naturali e materie prime (acqua, foreste, pietra, con tutti i loro derivati).

             
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