La copertura del Battistero di San Giovanni

La copertura del Battistero di San Giovanni

Il progetto è scaturito dall’esigenza di sostituire la copertura ormai obsoleta, risalente al 1957, costituita da lastre di ondulex fissate su travi verticali sorrette da plinti metallici interrati. Il nuovo progetto aveva l’obiettivo di tutelare l’edificio garantendone una maggiore leggibilità mediante la posa di una struttura leggera e trasparente. In particolare si richiedeva che la soluzione da adottare fosse meno ingombrante, che impostasse i propri sostegni verticali esternamente alle strutture archeologiche, in modo da risolvere al meglio gli inevitabili punti di contatto e che avesse un manto di copertura tale da far penetrare la luce senza virare i colori naturali dei materiali antichi ed infine che facilitasse la fruizione e la visita dei reperti ai visitatori del parco.
Gli elementi del battistero più delicati e di maggior rilievo, che occorreva proteggere, sono costituiti: dagli impianti battesimali (vasca ottagona ad immersione, cisterna annessa), dagli intonaci delle pareti interne, dal pavimento in opus sectile, costituito da piastrelle ottagonali, rettangolari e di altro taglio in marmo nero di Musso e bianco di Varenna, cromaticamente arricchito da inserti in marmi grigi a varia tonalità, che riveste l’ambiente centrale e l’absidiola di N/E. Il pavimento è di particolare interesse per l’eleganza e il prestigio che attribuisce all’ambiente e costituisce, tra l’altro, un elemento ricorrente negli edifici di culto sepriensi, con ampia forbice cronologica, che dall’età paleocristiana permane fino all’età longobardo/carolingia, come attestano i confronti con la vicina S. Maria foris portas e, restando in ambito UNESCO, con il tempietto longobardo di Cividale del Friuli e la Basilica di S. Sofia di Benevento.  
 L’opera terminata di recente (luglio 2010), caratterizzata da due strutture accostate a comporre un semicerchio allargato è realizzata ad orditura metallica con copertura a lastre di vetro stratificato. Il diametro è di circa 15,40 m, quindi piuttosto esteso, con un’inclinazione di 10° rispetto all’orizzontale, inclinazione che garantisce lo sgombero della neve, e risulta coperta da tubolari in acciaio rinforzato con tiranti intradossali e sorretta da sei pilastri in acciaio poggianti su plinti in calcestruzzo. Nel rispetto delle normative sismiche, geologiche e della necessità di tutelare l’area archeologica attorno al battistero, interessata da un’area cimiteriale caratterizzata da più fasi cronologiche, si è reso necessario allargare le dimensione del cerchio vetrato e abbassare la struttura, caratteri che possono creare interferenze nella percezione visiva d’insieme, d’altronde l’ampliamento resosi necessario, in ottemperanza alle norme UNI, ha inevitabilmente creato, tra i perimetrali del battistero e i pilastri, una sorta di camminamento coperto, agevolmente percorribile dai visitatori, che garantisce la migliore visione del vano interno del Battistero e permette il riparo dalle acque piovane.
Più in dettaglio numerose valutazioni hanno accompagnato la scelta della forma geometrica della copertura da realizzare. Il battistero ha pianta ottagonale con il lato a Est concluso da un’absidiola. Esso è posto sull’asse della navata minore settentrionale della Basilica di S. Giovanni, a fianco dell’abside che conclude la navata centrale. Questa sequenza di volumi curvi addossati tra loro, l’irregolarità delle murature antiche verticali e orizzontali, hanno orientato i progettisti verso soluzioni che prevedessero l’abbandono di geometrie lineari optando, in ultima analisi, per una ampia forma circolare, che tra l’altro, come si è accennato sopra, era la più idonea anche dal punto di vista strutturale. Le dimensioni della struttura da realizzare sono state dettate dalla necessità di impostare i pilastri di sostegno all’esterno del perimetro del battistero in modo da non interferire con esso e da permettere una visione dei ruderi priva di ostacoli. L’altezza della falda è stata individuata cercando di evitare che interferisse con le strutture architettoniche della Basilica alla quale si appoggia. Il progetto era già impostato in modo da ottenere una buona ariosità dell’ambiente semiconfinato, venutosi a creare evitando effetti di eccessiva incombenza della struttura nei riguardi dei visitatori. Per ottenere la massima leggerezza possibile, nonostante la significativa estensione della copertura, che tra l’altro non ha alcun appoggio centrale, si è scelto di realizzare le strutture portanti, verticali ed orizzontali, in metallo. La trasparenza del manto di copertura è garantita dall’aver scelto lastre in vetro stratificato di sicurezza, rettangolari e sagomate, con entrambe le facce piane, parallele, ottenute con un procedimento di fabbricazione Float per colata su bagno metallico in atmosfera controllata, caratterizzato da elevata resistenza meccanica e affidabilità ottenute a seguito di lavorazione a filo lucido dei bordi con angoli leggermente smussati. I profili necessari al fissaggio longitudinale delle lastre sono stati progettati in ferro zincato nervato, la lattoneria in acciaio inox satinato 10/10 di mm, la verniciatura in triplice mano dei pezzi zincati avverrà nella tinta ral a scelta della D.L.
Ultimo obiettivo, ma non in ordine d’importanza, è stato quello di progettare una struttura realmente reversibile, con caratteristiche di rimozione totale per non pregiudicare la conservazione delle strutture.
Sul fronte della percezione visiva del complesso religioso Basilica/battistero, la sensazione d’impatto può, inizialmente, dar l’impressione che la nuova copertura, se osservata dall’ingresso della basilica, in visione assiale, costituisca un elemento che calamita l’attenzione e si impone nel campo visivo interferendo con le strutture edilizie storiche, d’altronde il problema delle coperture di edifici archeologici è sempre problematico, soprattutto se l’inserimento utilizza materiali nuovi che si differenziano notevolmente dalle murature antiche. D’altronde nel caso sepriense sono state prese, in corso di progettazione, tutte le precauzioni a protezione del bene, considerando esigenza primaria la conservazione e la godibilità del complesso. 

Progetto Guiducci e Mercandelli – Architetti Associati (Tirano/Sondrio), progetto strutture Foppoli Moretta Associati – Società di ingegneria s.r.l (Tirano/Sondrio). Il progetto si è svolto avendo come responsabile di Procedimento l’Arch. Francesco Curcio della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia.
 

Le reazioni vincolari della struttura
La copertura del Battistero di San Giovanni
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