Il cimitero di San Giovanni

Tombe di San Giovanni

All'esterno delle absidi della chiesa prepositurale di S. Giovanni si notano ancora oggi, ben conservate, alcune lastre sepolcrali messe in luce tra il 1965 e il 1968. Esse ricoprivano altrettante tombe, di diversa tipologia, disposte in modo poco ordinato in un'area ristretta delimitata a nord dal battistero di S. Giovanni, a ovest dalle absidi dell'ex-capopieve, a sud e forse anche a est da una probabile recinzione in ciottoli. In antico si accedeva a questo cimitero salendo una gradinata in pietra, che gli archeologi polacchi hanno individuato nel 1962 scavando all'esterno della torre centrale, detta anche torre-campanaria.
La cronologia delle tombe allora indagate non è, con i dati di scavo in nostro possesso, ben definibile, dato che presso i sepolti non furono trovate monete o suppellettili orientative. A ogni modo la stratigrafia del sepolcreto è tale da indurci a ritenere che tutte le tombe scoperte siano posteriori alla costruzione del battistero e all'uso di una fossa-focolare, con manufatti del V-VI secolo, individuata poco avanti al suo ingresso originario, sotto alcune sepolture. Sembra che la tomba più antica finora scavata sia quella individuata sotto un gradino dell'ingresso del battistero, la quale aveva il fondo in embrici piani romani, disposti in doppia fila. Si tratta indubbiamente, data la posizione, di una sepoltura privilegiata per un personaggio eminente; purtroppo è stata trovata manomessa già in antico per far posto ad altra sepoltura ad essa sottostante. Resta ancora da definire il rapporto stratigrafico e cronologico tra le sepolture e le absidi del S. Giovanni, anche se è certo che alcune tombe sono state costruite dopo la loro erezione.
Le sepolture possono essere ricondotte, per quanto riguarda la loro struttura, a due tipologie principali: tombe costruite con pietre e malta, coperte da pesanti e grandi lastre lapidee, e tombe comuni scavate nella terra senza alcuna struttura muraria protettiva. Le tombe del primo gruppo hanno forma tutt'altro che omogenea: “a navicella”, “a cassa”, talvolta intonacate e dipinte di rosso, oppure di forma irregolare, frutto di vari adattamenti. Si può dire che forma e struttura varino da sepolcro a sepolcro. Una simile constatazione era già stata fatta dagli archeologi polacchi analizzando le 16 tombe da loro individuate nel 1962, dentro e fuori la torre centrale.     
Raramente le tombe in muratura erano occupate da un unico defunto. Il fatto che nello stesso sepolcro vi fossero più scheletri, spesso sovrapposti, e la presenza di sottostanti fosse-ossario, ci porta a ritenere che i sepolti fossero tra loro legati da vincoli familiari o parentali. Questa deduzione  è avvalorata dalla contemporanea presenza nella stessa tomba di individui di ambo i sessi e di differente età. Alcune eminenti famiglie del luogo avrebbero quindi esercitato per anni un loro diritto acquisito a farsi seppellire in quest'area privilegiata, posta tra il fonte battesimale e l'altare maggiore del S. Giovanni, in sepolture collocate sotto la gronda della capopieve e del suo battistero.
L'arco cronologico di questo cimitero è molto ampio: si va dalle sepolture altomedievali a quelle ben più recenti. Le ultime sepolture sarebbero avvenute addirittura dopo la distruzione del borgo e del castello. Il padre gesuita Leonetto Clivone, che visitò la pieve di Castelseprio nell'ottobre del 1566, notò nei pressi del S. Giovanni «un grande cimitero» che era stato profanato e dove erano cresciuti alberi imponenti. Resta aperta la questione se la quarantina di tombe indagate tra il 1962 e il 1968, poste in un'area non del tutto esplorata, facciano parte del  “grande” cimitero visto da padre Leonetto o se questo deve essere ricercato altrove. Sembra ad ogni modo assodato che nel cimitero di S. Giovanni ci si sia fatti seppellire anche nel corso del sec. XIV e forse anche nel secolo successivo.

Tombe di San Giovanni - tomba n° 5
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