Il cimitero di Santa Maria foris portas

Dopo la riscoperta ed i primi interventi di G.P. Bognetti, negli anni 50 del secolo scorso, l’edificio di culto e l’area circostante sono stati oggetto di campagne di scavo condotte tra il 1980 e il 1985 dalla Soprintendenza Archeologica della Lombardia, con l’Università di Birmingham e l’Università Cattolica di Milano, sotto la direzione di G.P. Brogiolo e M.O.H. Carver.
Tali indagini hanno interessato l’area circostante l’edificio, proseguendo in seguito nell’atrio e all’interno nella navata. Successivamente è stato indagato il settore a nord della chiesa. Gli scavi hanno evidenziato la presenza di una necropoli collegata alla chiesa, un grande fossato, posto ad occidente dell’edificio, e resti di abitazioni e pozzi, relativi all’insediamento altomedievale o ad ambienti funzionali al luogo di culto.
La presenza di alcune tombe ad incinerazione e numerosi frammenti ceramici indicano una prima fase di occupazione dell’area sommitale di questo colle, esterno al castrum, risalente all’età del Ferro (circa 800 a.C.).
Dopo un lungo periodo di abbandono,  probabilmente nell’VIII secolo d.C. viene edificata una chiesa dotata di altare, probabilmente un oratorio nobiliare privato, dato l’evidente pregio architettonico e la raffinatezza della decorazione pittorica dell’abside. La presenza di una necopoli collegata ne attesta la funzione cimiteriale. Le sepolture, alcune da ritenersi privilegiate, si dispongono al suo interno, nell’atrio, come avviene frequentemente in età tardo antica, altomedievale e medievale, e soprattutto lungo i muri perimetrali.
Le prime tombe, immediatamente successive alla costruzione della chiesa, si dispongono a ridosso dei perimetrali esterni, mentre altre sono state individuate nell‘atrio antistante la facciata .
A questa fase appartiene la tomba 196, la più grande e monumentale, posta all’esterno lungo il muro settentrionale dell‘atrio. La tomba, dotata di struttura a muretti legati da malta e fondo in mattoni, era coperta da una lastra in pietra scistosa decorata da una croce-spada, attribuita ad età carolingia. La tomba, violata in antico, conteneva tracce di una cassa in legno, numerosi fili lamellari d’oro da broccato d‘abito e frammenti di recipienti di vetro sottile.
Sono attribuibili a questa prima fase cimiteriale altre tombe scavate all’interno dell’atrio ed una tomba addossata al suo esterno e coperte anch’esse da lastre in pietra scistosa.
La continuità della funzione cimiteriale prosegue, tra l’VIII ed il XII sec., con tombe costituite da muretti in pietra e pareti interne talvolta intonacate di rosso, alcune con fondo in mattoni di reimpiego. La copertura è costituita da  pietre limose grigio scuro. Le sepolture sono disposte lungo i muri dell’edificio, con maggiore concentrazione vicino all’abside sud.
Sono inoltre presenti, all’esterno dell’edificio ed alcune nell’atrio, tombe delimitate da pietre infisse a coltello nel terreno, alcune caratterizzate da una pietra infissa sopra il capo ed una ai piedi.
L’ultima tipologia di sepoltura attestata è costituita da tombe in nuda terra, disposte per la maggior parte ai margini dell’edificio, tranne due, rinvenute all’interno della navata.
Probabilmente la fase cimiteriale finale è coeva alla presenza di un insediamento altomedievale, del quale si sono trovate tracce nei pressi dell’edificio, forse connesso alla presenza di un monastero, al quale fanno cenno le fonti scritte.
L’impossibilità di analizzare i resti scheletrici impedisce di ricostruire il quadro dei sepolti in questo luogo, che potevano appartenere ad uno stesso o a più gruppi parentali, oppure ad una comunità oggi imprecisabile.

             
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