Pietra Ollare e Invetriata

Manufatto in pietra ollare

MANUFATTI IN PIETRA OLLARE
Molti sono i manufatti in pietra ollare restituiti dagli scavi di Castelseprio, per lo più da contesti  dal V secolo all’età carolingia.
Recipienti in pietra ollare, roccia di origine metamorfica compatta e tenera, quindi facilmente lavorabile al tornio, resistente al calore e al freddo, vennero utilizzati come contenitori da fuoco e da conserva nei luoghi di estrazione già dall’età del Ferro, ma ebbero massima diffusione in età medievale.
La fortuna commerciale del vasellame dipese anche dal fatto che il materiale non assorbe i cibi e non ne modifica il gusto , e per la credenza popolare circa la sua capacità di annullare l’effetto di sostanza dannose alla salute o addirittura tossiche.
I recipienti trovati sono vasi troncoconici di diverse dimensioni (pentole, vasi da conservazione, bicchieri) coperchi, un grosso piatto da fuoco, la base di una lucerna; risultano sfruttati al massimo e spesso restaurati con grappe o cuciture in filo di metallo. Il rinvenimento di nuclei di lavorazione e la presenza di una matrice di fusione in bronzo fa ipotizzare l’esistenza di officine locali per la lavorazione di  piccoli blocchi ricavati da massi erratici. Le analisi su altri campioni hanno indicato anche la provenienza da giacimenti di area ticinese e aostana.      
CERAMICA INVETRIATA 
A Castelseprio la presenza  di recipienti in ceramica rivestita da una invetriatura impermeabilizzante, con colorazione dal giallo al bruno e in più toni del verde, è stata documentata nella percentuale del 10% (circa) rispetto alla ceramica comune. 
Le forme attestate sono molte ma in genere rappresentate da un numero esiguo di pezzi. 
Sono ben documentati grossi contenitori per derrate alimentari (giare) e per liquidi (orci e olle biansate), e soprattutto recipienti utilizzati nella preparazione degli alimenti (vasi ad orlo rientrante con o senza beccuccio, mortai a listello, ciotole con orlo a tesa). Altri frammenti sono  da ricondurre a stoviglie da mensa pregiate (piatti e ciotole con orli a tesa o scodelle) in quanto caratterizzate da pareti fini o decorate da stampiglie.
Ad oggi la a datazione dei pezzi si inquadra fra IV e VIII secolo d.C., ma sembra importante segnalare l’assenza di olpi, forma in genere sempre presente nei corredi funerari tardoantichi del territorio di Varese e nel Ticinese. Studi eseguiti nel passato hanno interpretato la maggiore distribuzione della classe nell’area centrale del castello rispetto ad altre periferiche come indicatore delle diverse classi sociali e delle abitudini alimentari dei suoi abitanti. Ad oggi è in corso la revisione di tutto il materiale di scavo. 

Manufatto in pietra ollare
Manufatto in pietra ollare
Manufatto in pietra ollare
             
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