I Metalli

Punta di lancia

Gli scavi archeologici condotti, in diversi successivi momenti, nell’area di Castelseprio, hanno restituito un numero piuttosto limitato di oggetti in metallo attribuibili al VI/VIII secolo. Per quest’epoca sono particolarmente rari gli strumenti da lavoro, limitati a coltellini di ferro, più frequenti, ma di difficile cronologia le scorie metallurgiche rinvenute in diverse località del castrum (presso la porta, nell’area retrostante la basilica di S. Giovanni, nell’edificio d’uso artigianale poco distante dalle mura sud-occidentali).
Sono attestati indicatori di ricchezza connessi alla presenza di una classe dirigente aristocratica (sepolture della basilica di S. Giovanni e di S. Maria foris portas), di manifatture artigianali (ugelli, scorie e crogiuoli), di attività di controllo della regolarità dei pesi (area abitativa sud-occidentale), della presenza di una popolazione femminile che segue il costume e la moda romani (anelli di tradizione tardo antica, spilloni  in bronzo, un’armilla). Anche le laminette di mica, per lo più provenienti dall’area del battistero, forse utilizzate in encolpia, lampadari, o al posto dei vetri da finestra caratterizzano, in Lombardia, località di prestigio laico e religioso.
Un indicatore rilevante è costituito da una deposizione di cavaliere longobardo, in un loculo ricavato in un muro di tamponamento nella facciata della basilica di San Giovanni. Il cavaliere, vestito di guarnizioni da cintura ageminate (delle quali restano pochi frammenti), aveva la spada damaschinata deposta lungo il fianco destro, gli speroni decorati in II stile zoomorfo in ferro ageminato, una punta di lancia a foglia allungata. Il corredo è da datarsi al secondo trentennio del VII secolo. Fili lamellari aurei da broccato, ripiegati a rombo, un motivo decorativo documentato anche a Trezzo d’Adda e ad Arsago Seprio, distinguevano la sepoltura nobiliare, coperta da lastre litiche, una delle quali decorata con una croce spada a bassorilievo, scavata nei primi anni ’80 del secolo scorso, all’esterno dell’oratorio nobiliare di S. Maria foris portas.  
Il peso monetale in bronzo, che proviene dall’area abitativa indagata nel 1962/63, attesta la presenza sul posto di un’autorità laica o religiosa, che aveva il compito di controllare la legittimità di pesi e misure (piccole quantità di metalli?), secondo una tradizione diffusasi  dal IV/V secolo in poi. Pesi simili sono stati trovati nel castello bizantino di S. Antonino di Perti e nella t. 43 di cavaliere/artigiano della necropoli di S. Mauro a Cividale.
I gioielli femminili sono in bronzo, di tradizione romana, con numerosi confronti: due anelli digitali, uno a testa di serpe, uno decorato ad occhi di dado, un’armilla ad estremità aperte, due spilloni per chiudere l’abito o il mantello.
Da Torba proviene un puntalino bronzeo da briglie, da una torre un puntale in bronzo da cintura reggiarmi a “5” pezzi, ambedue di VII secolo. 
Alcune punte da balestra distribuite nell’area del castello sono cronologicamente attribuibili all’altomedioevo/medioevo (VIII/XI-XII secolo).

Spilloni altomedievali
Speroni
Speroni
Speroni
Spada - particolare
Spada
Puntale
Puntale
Peso monetale
Coltellino
             
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